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Tutto sulla logistica 21.09.2020
6 min.

Supply Chain Management: l’importanza della resilienza

Gli eventi straordinari con i quali ci siamo dovuti confrontare a seguito della pandemia da coronavirus, hanno ancora di più dimostrato quanto sia importante disporre di una supply chain strategicamente efficace.

Ruote di ingranaggi grigie

La gestione della catena di fornitura (dall’inglese Supply Chain Management) è ormai diventata parte integrante della strategia di crescita e sviluppo di molte aziende. Ciò è diventato necessario, in quanto, in mercati sempre più globali, le imprese si trovano a convivere sempre più spesso con grossi rischi e interferenze per la propria filiera. Per sopravvivere nel mercato odierno è sempre più necessario essere in grado di effettuare frequenti cambi di strategia. Gli eventi straordinari con i quali ci siamo dovuti confrontare a seguito della pandemia da coronavirus, hanno ancora di più dimostrato quanto sia importante disporre di una supply chain strategicamente efficace.

Cosa è la Supply Chain?

Spesso supply chain in italiano viene tradotto molto letteralmente come “catena di fornitori e/o approvvigionamento” [Supply=fornitura, Chain=catena], tuttavia essa è più un sistema le cui parti includono non solo fornitori, ma anche produzione, servizi e distribuzione, fino al cliente finale. Per questo si è sempre più soliti parlare di supply chain end-to-end.

In questa ottica, la Supply Chain è una rete di organizzazioni, coinvolte nei diversi processi che creano e attribuiscono valore a prodotti e servizi destinati al consumatore finale. Pertanto, una gestione efficace ed efficiente della Supply Chain implica imparare a governare l’intera filiera del valore, ottimizzando flussi fisici ed informativi.

  • Supply chain significato: Un sistema di organizzazioni, persone, attività, informazioni e risorse coinvolte nel processo atto a trasferire o fornire un prodotto o un servizio dal fornitore al cliente.

Qual è l’importanza del Supply Chain Management?

Una supply chain efficiente e ben organizzata comporta un grande vantaggio competitivo, in quanto permette di ottimizzare le risorse a disposizione, evitare gli sprechi e soprattutto di soddisfare velocemente le richieste dei clienti. È proprio per questo motivo che, sempre più aziende decidono di ricorrere alla gestione in outsourcing della logistica avanzata.

Per aumentare il proprio vantaggio competitivo è necessario che le aziende si rinnovino integrando i propri processi di business per gestire in modo più fluido le relazioni prima coi fornitori e poi coi clienti. Internet e le nuove tecnologie, come ad esempio i software ERP, hanno facilitato la condivisione delle informazioni tra i diversi attori e quindi hanno reso visibili i benefici e i risultati che nascono da un’integrazione ben orchestrata dei processi della filiera.

Logistica e Supply Chain Management

Non esiste ancora una definizione univoca del Supply Chain Management (SCM), in quanto si tratta di un insieme di strumenti e metodologie relativamente recente, che digitalizzano e automatizzano l’approvvigionamento. Molti strumenti software riducono gli stock e i tempi di consegna, consentendo di gestire in modo più efficiente l’intera catena distributiva, garantendo quel vantaggio competitivo di cui sopra.

Una catena distributiva digitalizzata consente di fare previsioni su domanda e vendita più accurate, i software SCM migliorano la gestione del magazzino e tracciare i movimenti di merce per fornire più informazioni e trasparenza ai propri clienti è reso molto più semplice grazie ai Big Data Analytics.

Supply chain resiliente: definizione

Nell’ambito del supply chain management, si parla spesso di supply chain resiliente. Per capire le implicazioni di questa strategia di gestione della catena di fornitura, è necessario far luce sul contesto in cui operano le aziende odierne. La competizione spietata sul mercato globale costringe molte imprese a scontrarsi con rischi di diversa natura ed entità. Questi rischi sono potenzialmente in grado di alterare l’intera supply chain, minando così performance e competitività aziendali.

In fisica, il significato di resilienza, è la capacità di un materiale di tornare allo stato originale dopo essere stato disturbato, ad esempio da un urto o una sollecitazione. Per traslazione, la supply chain resiliente è dunque una filiera produttiva in grado di reagire e riprendersi da interruzioni su larga scala.

  • Supply chain resiliente definizione: una supply chain in grado di sostenere interferenze su larga scala e limitare e/o recuperare le perdite.

Quali i rischi per una supply chain?

Dunque, quali sono i rischi e le potenziali interferenze, prevedibili e non, che una supply chain resiliente deve riuscire a superare? Essi includono (ma non si limitano a):

  • calamità naturali (incendio, terremoti, tempeste di neve, inondazioni, ecc.),
  • blackout dei sistemi informatici o di comunicazione,
  • interruzione della rete di trasporto,
  • mancata fornitura di servizi da parte di terzi,
  • perdita di risorse umane e connesse abilità,
  • incidente sulla qualità del prodotto,
  • disordini civili/conflitti,
  • controversia industriale,
  • attacco informatico.

Caratteristiche di una supply chain resiliente

In conclusione, possiamo individuare le quattro caratteristiche principali di una supply chain resiliente:

  1. Supply chain corta
    Nella filiera alimentare siamo ormai abituati al “kilometro zero”, ossia sempre più aziende cercano di intercettare le nuove richieste del mercato in termini di sostenibilità, proponendo prodotti realizzati con una filiera corta, limitando così i “passaggi di mano” tra diversi attori e riducendo di rimando anche l’impatto del trasporto lungo la catena di distribuzione. Nel campo industriale, parimenti, una supply chain resiliente impone il passaggio da una dimensione globale ad una perlopiù locale, laddove i fornitori sono insediati in prossimità (on-shore).
  2. Supply chain data driven
    La condivisione di dati tra i diversi attori della filiera consente ad ognuno di essi di avere sempre sotto controllo quanto sta accadendo lungo la supply chain. Inoltre, l’integrazione di dati di diverse tipologie e su diverse dimensioni (Big Data) è possibile utilizzare gli stessi in ottica predittiva e/o prescrittiva, ossia a supporto di decisioni operative e strategiche. Pensiamo, ad esempio, nel solo comparto del trasporto, ai dati inerenti traffico, meteo, prezzo del gasolio e così via.
  3. Supply chain ridondante
    Per poter sopperire nel migliore dei modi ad interruzioni lungo la catena di approvvigionamento è importante avere a disposizione alternative operative e gestionali. Si pensi, ad esempio, all’importanza di poter accedere ad un fornitore di scorta, qualora il fornitore abituale sia impossibilitato, piuttosto che essere in grado di adattare o modificare la produzione verso nuovi mercati di sbocco. Un’altra opzione per garantire ridondanza alla propria supply chain consiste nel creare stock di magazzino strategici.
  4.  Supply chain flessibile
    La supply chain può essere flessibile in relazione alle variazioni di volume, quando è capace di assorbire al meglio le variazioni della domanda, senza che le performance aziendali vadano troppo sotto stress, così come può essere flessibile al prodotto. Pensiamo, ad esempio, a quanto successo durante il lockdown, laddove diverse piccole e medie aziende hanno convertito la loro produzione abituale, iniziando a fabbricare dpi come mascherine, camici e guanti.

 

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